Una giovane donna dai capelli rosso-dorati siede sola su una piattaforma specchiante sospesa nel cielo. Indossa un abito in chiffon color glicine sbiadito, mentre lo sguardo si perde nei ricordi di ciò che è stato. Intorno a lei, blocchi di vetro incrinati custodiscono fiori secchi e lettere mai spedite. Il suo riflesso, frammentato e spostato, racconta di una parte di sé che non esiste più. In lontananza, un uccello attraversa il cielo silenzioso. È l’istante sospeso tra la fine e un nuovo inizio, fragile e pieno di vento. Questa opera è un omaggio visivo alla canzone Glicine di Noemi — una meditazione sulla perdita, la resilienza e la rinascita interiore.
A young red-blonde-haired woman sits alone on a mirrored platform suspended in the sky. She wears a chiffon gown the color of faded wisteria, her gaze lost in memories of what once was. Around her, cracked glass blocks contain dried flowers and unsent letters. Her reflection, fragmented and slightly shifted, tells of a part of herself that no longer exists. In the distance, a bird glides across the silent sky. This is the still moment between ending and becoming — fragile, wind-swept, and luminous. A visual tribute to Glicine by Noemi — a poetic meditation on love, loss, resilience and quiet rebirth.